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9 Maggio Festa dell'Europa PDF Print E-mail
Written by I Mediterranei   
lunedý, 05 maggio 2014

 

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I Mediterranei

 

 

 

Il cammino dei popoli come presenza o decisione: 9 Maggio Festa dell’Europa riflettiamo sulla sovranità popolare ed i contenuti delle politiche a sostegno delle tipicità locali, nei rapporti intercontinentali.

Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II sono Santi, un milione di persone a Roma e due miliardi di telespettatori, non solo fedeli, hanno assistito Domenica 27 aprile all’evento; la cerimonia nella lingua della Chiesa in latino, però aperta al multilinguismo, la pace è stata richiamata in continuità, i laici rivoluzionari “racchiusi in preghiera” e tanti umili nobili. Si direbbe che è naturale riscontrare similitudini, per certi aspetti, con il cammino delle Comunità Europee verso l’Unione sotto il segno della pace, con diversità non solo linguistiche e con confini da definire.

 La partecipazione sentita, così ampia, fa riflettere sui veri bisogni dell’umanità: il rapporto solidale, l’abbattimento dei confini, anche mentali, per una società più giusta, più uguale e sempre più libera. Giovanni XXIII “il Papa della docilità” ha segnato il nuovo cammino della Chiesa con il Concilio Vaticano II, mentre Giovanni Paolo II “il Papa della famiglia” ha contribuito a rendere liberi i popoli dell’Europa centrale ed orientale, portando nel mondo un messaggio di pace e di libertà e cercando di capire “l’altro”, sotto questo segno va letto il suo viaggio a Cuba, che non ha segnato il cambiamento come nella “sua” Polonia, ma ha lasciato un seme di riflessione per un percorso di cambiamento, superando ideologie non più condivisibili. Rebus sic stantibus, dalle Comunità Europee all’Unione la pace ha segnato il cammino dei popoli, che hanno condiviso il processo d’integrazione, e si è affermata aprendo “le proprie porte” ad altri popoli, così da consolidare una domanda d’Europa oltre il Continente europeo.

L’Unione ha vinto anche con il suo €uro, nonostante i suoi ritardi nel non avere affrontato adeguatamente le sfide interne: Mercato unico, Moneta unica e conseguente politica economica con nuovi equilibri istituzionali a sovranità europea, coniugando assieme €uro e democrazia: naturale approdo di una governance stabile della moneta; Ed, anche, nonostante la carente, già da Maastricht, capacità politica decisionale europea tale da definire le sfide esterne dei confini con la Russia, e valutare adeguatamente il ruolo della Turchia come ponte balcanico per rafforzare il dialogo di pace tra le tre religioni dei tre Continenti del Mediterraneo, per un approdo democratico. 

Mentre la Chiesa dal Papa polacco al Papa dell’America latina si afferma senza confini, l’Unione si vede “costretta” a riflettere sui nuovi confini e sul loro rispetto, consapevole che solo la democrazia può vincere la paura delle armi: Ucrania docet. Anche l’Unione, però, ha le sue festività, il nove Maggio è la Festa dell’Europa, mentre dal 22 al 25 la sovranità popolare europea si esprimerà designando i propri rappresentanti al Parlamento Europeo e, per la prima volta, potrà esprimere il suo consenso sui candidati alla Presidenza della Commissione;  ma il Consiglio Europeo potrà anche non condividere la volontà del popolo europeo e decidere diversamente, ribadendo che l’Europa intergovernativa è preminente, in continuità con la decisione del Consiglio Europeo di Nizza che ha rafforzato il ruolo dei governi rispetto alla Commissione. Non è secondario rilevare che la discrezionalità della scelta dipenderà anche dalla capacità dei candidati di sapersi esprimere come rappresentanti degl’interessi della Comunità, sapendo cogliere le sensibilità dei territori, quindi dell’integrazione, senza essere succubi del mondo finanziario, delle società di rating e degl’interessi predominanti di un solo Stato o di quell’Europa che non riesce  a svolgere un ruolo incisivo nel dialogo con gli altri Continenti, mentre l’€uro si è imposto come moneta europea e domanda con la sua BCE nuovi equilibri istituzionali a sovranità europea. In questo, l’informazione avrà un ruolo determinante nell’aiutare a riflettere sui contenuti delle politiche dell’Unione e le opportunità che l’Europa 2020 offre, così da consentire ai candidati alla Presidenza di essere valutati e scelti per le loro capacità di dare continuità alla funzione d’iniziativa della Commissione, e dare certezza che è possibile superare il gap tra l’espressione del voto e l’affermarsi dopo il voto di un governo dell’Unione che effettivamente risponda al bisogno di crescita ed occupazione, governando la stabilità con una politica economica, che comprenda effettivamente la politica fiscale e monetaria, e che non tralasci le regioni periferiche del Mercato Unico.

In questo, richiamiamo l’esempio della Chiesa ed i nuovi Santi, che hanno conosciuto le tragedie del XX secolo “ma non ne sono stati sopraffatti”,  affinchè l’Europa abbatta i suoi confini interiori consentendo l’elezione di tutti i componenti della Commissione  in nuovi collegi, tra regioni confinanti di Stati membri, in continuità con le logiche evolutive degl’interventi ed i programmi comunitari; Così  i candidati non saranno percepiti come  lontani dal comune sentire territoriale, ma capaci di portare le specificità locali in un contesto di Comunità condivisa. Inoltre, darebbe più certezze ai popoli dell’Europa che hanno vissuto la sovranità limitata dal pronto intervento militare dell’URSS, in Ungheria 1956, Cecoslovacchia 1968 ed ancora prima l’annessione baltica del 1940 ed adesso della Crimea con la minaccia di occupare ulteriori parti dell’Ucrania, Conseguentemente, in un futuro non lontano aiuteremmo la Russia ad essere il Canada dell’Europa. Come non notare, diversamente, che è venuta meno la certezza che in questo secolo i Trattati internazionali sarebbero stati rispettati: 1994 il Memorandum di Budapest e l’impegno della Federazione Russa, del Regno Unito di Gran Bretagna e d’Irlanda del Nord e degli Stati Uniti di rispettare l’indipendenza, la sovranità ed i confini dell’Ucrania. Così pure è da notare che le sfide appartengono ai cinque Continenti, riguardano la società digitale, il controllo dell’informazione, il mondo della finanza, la concorrenza fiscale sleale, i diversi modelli di garanzie sociali e di organizzazione del lavoro, e che sempre di più si manifesta la necessità   di una governance  visibile e democratica. In questo contesto, anche l’Europa delle Nazioni appartiene ad una realtà che non può incidere nel decidere a livello intercontinentale i destini dell’umanità, così come gli accordi di libero scambio dell’Unione hanno bisogno di un consenso democratico più ampio per evitare che una parte dell’Unione sia colonizzata dagl’interessi preminenti di un Mercato Unico che favorisce i più forti e “giova a chi regna”, poiché “teme popoli avversi affratellati insieme”. Il cammino verso l’elezione del Parlamento Europeo, festa della sovranità popolare, deve dare contenuti e risposte certe a coloro che “distrattamente” non colgono i vantaggi dell’integrazione e le nuove politiche dell’Europa, con attenzione alla ricerca, per il periodo 2014-2020, tralasciando la retorica, ma dando alla sovranità popolare la certezza che le Istituzioni dell’Unione non sono così lontane, ma dipendono dalla volontà dei cittadini europei, che devono essere adeguatamente informati, per evitare che su oltre trecento milioni di aventi diritto al voto meno della metà si rechi alle urne: 2009 ha votato il 43%. Così da non “girellare” per caso a Bruxelles, ma senza fuggire si “abbracci” l’Unione Europea (see you: Sant’Ambrogio “di Milano, in quello vecchio, là, fuori di mano”).

Roma, 28 Aprile 2014.  Pasquale Lino Saccà    

 

 

 

Last Updated ( martedý, 06 maggio 2014 )
 
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