Announcements
Home
4.jpg
Memorandum: €uro e Democrazia, così è (se vi pare). 2013 l’Unione e la Cittadinanza Europea 2014 l
Written by I Mediterranei   
mercoledì, 08 maggio 2013
Il perdurare della crisi finanziaria, a causa delle difficoltà di disciplinare la speculazione dei mercati rendendo preminente le decisioni politiche, ha aperto un dibattito con dei giudizi penalizzanti sulla Moneta Unica Europea, che date le sue normali oscillazioni ha dimostrato di non essere in crisi. Però ha “costretto” l’Unione Europea ed i suoi Governi nazionali ad accelerare per colmare il deficit democratico del processo d’integrazione europea.

I cittadini esprimono le loro opinioni e capita che i populismi, ignorando la Storia, attribuiscano alle Istituzioni di Bruxelles l’origine e la causa dei loro mali: Web docet. 

Ma, finalmente anche gl’immemori ed i distratti condividono sempre di più che l’€uro va coniugato con la Democrazia, sostenendo lo sviluppo locale nell’era della globalizzazione ed avendo cura che nel disciplinare i bilanci si presti attenzione alla sostenibilità sociale delle politiche di austerità, affinchè l’eccessivo rigore non penalizzi l’occupazione e con essa la produzione, per cui anche i Paesi esportatori subiranno gli effetti negativi di una domanda di mercato in crisi. L’eccessivo spread ha come conseguenza che le imprese delle aree più avvantaggiate dal Single Market si finanziano a tassi più bassi, rispetto alle aree definite perifiche, con ripercussioni sullo sviluppo territoriale e la stessa domanda d’importazione. Le recenti dichiarazioni di Hollande di rientro dal deficit della Francia  confermano che l’Olimpo non fa eccezioni. 

L’Unione Europea solo con il Consiglio del 28 e 29 Giugno ha segnato una svolta riuscendo a convincere che c’era la volontà politica di rafforzare l’irreversibilità del processo d’integrazione, senza nessuna esclusione, peraltro illogica rispetto al percorso storico di affermazione della pace e della democrazia in Europa.

Conseguente e tempestiva la risposta del 6 Settembre della BCE d’intervento illimitato sul mercato secondario, coerente con quanto ribadito anche a nome del Consiglio direttivo lo scorso 2 Agosto dal suo Presidente. Draghi, rimanendo nell’ambito del suo mandato, ha richiamato le altre Istituzioni europee ad essere politicamente più efficaci. I successivi incontri bilaterali, tra Samaras e MerKel, Samaras ed Holland e così pure tra Monti ed Holland e tra Monti e Merkel e, non ultimo, tra la Cancelliera e Rajoy, rendono evidenti che l’evolversi  della crisi con tutti i rischi di un crollo delle economie, non solo del nostro continente, impone una governance Istituzionale europea. Le successive dichiarazioni hanno mitigato qualche rigidità temporale, evitando di richiamare alla memoria troppo spesso una Unione insensibile del Nord, che bacchettando le regioni periferiche dimentica i benefici dell’integrazione:“Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale”, Dante docet. Siamo quindi all’inizio di un percorso con più “respiro”, confortati anche dalle richiamate dichiarazioni conclusive di ogni incontro, che confermano che la crisi non era l’€uro, ma il deficit democratico dell’UE, che permane, rappresentato dalla dialettica storica tra la Germania più disponibile a cedere sovranità e la Francia meno incline; le elezioni del 2013 in Germania chiariranno meglio, mentre qualche dubbio, recente, lo solleva il continuo richiamo alla Corte Costituzionale di Karlsruhe, che coerentemente interpreta l’irreversibilità dell’integrazione, ma le sfide esterne hanno aiutato a fare avanzare una sovranità europea.

La lettura attenta del processo d’integrazione, soprattutto per chi non l’ha vissuto, aiuta a rilevare che la Moneta Unica è la conseguenza del Mercato Unico Europeo disciplinato, non a caso, nella prima riforma dei Trattati istitutivi delle Comunità Europee: Atto Unico. Ma non è secondario rileggere le conclusioni del Vertice di Milano (1985), che dava respiro democratico alle sue decisioni votando l’avvio della modifica dei Trattati a maggioranza: la Thatcher accettava di essere minoranza e le Comunità Europee si affermavano nella logica dei Padri fondatori e non del Commonwealth. Si aprivano le porte alla Spagna ed al Portogallo rafforzando la democrazia nell’Europa Mediterranea, consolidando la pace.

La sfida era interna conseguente all’Europa di Yalta. Ma con la caduta del Muro di Berlino (1989) la sfida è esterna ed il Trattato di Maastricht con una cesssione di sovranità così ampia e la nascita della cittadinanza europea ne è la conseguenza.

I Capi di Stato e di Governo dovevano rispondere all’interrogativo di quale Governo si sarebbe dotato l’ex impero sovietico potenza nucleare militare: un primo passo verso la democrazia o un Governo autoritario sotto l’egida militare?

Il Trattato di Maastricht ha consentito all’Unione di rendere l’integrazione irreversibile e di continuare sulla strada delle riforme per consolidarne il cammino; il Trattato di Amsterdam è stato la successiva risposta con il rafforzamento del ruolo del Parlamento Europeo e l’avvio dell’allargamento ai Paesi dell’Europa Centro-Orientale e conseguente affermazione della democrazia in Europa.

Il cammino verso una riforma coerente dei Trattati si è interrotto con la mancata approvazione del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa, mentre l’€uro e l’affermarsi della globalizzazione imponevano all’Unione, in tempi certi una governance della politica economica e nuovi equilibri istituzionali a sovranità europea. Questi ritardi, dovuti agli egoismi nazionali preminenti, hanno dato voce ad uno scetticismo sulla capacità dell’Unione di governare efficacemente le sfide interne che trovano nel tasso di occupazione un termometro sul grado di condivisione di un comune cammino. I disagi sociali, ancora circoscritti, dovrebbero far riflettere coloro che sono convinti nel dare come acquisita la pace nel nostro Continente democratico.

Però, è ancora una volta la sfida esterna che “costringe” i Capi di Stato e di Governo ad essere meno egoisti; la svolta conseguente al Vertice di Giugno è un primo momento, ma è chiaro che la BCE non può supplire le altre Istituzioni e tanto meno può il FMI. La recente decisione della Federal Reserve di sostegno alla crescita ed all’occupazione conferma nella dichiarazione del suo Presidente la non supplenza della politica.

I Consigli europei di Ottobre e Dicembre concluderanno il ciclo dell’emergenza, in continuità con l’evoluzione storica dell’integrazione, ma appaiono lontani temporalmente rispetto alle sfide dell’Unione. L’Eurogruppo, informale, del 14 Settembre, seguito dall’Ecofin di due giorni, ribadisce l’acquisita svolta, sostenuta dalla partecipazione del FMI con la sua Direttrice Lagarde, però rischia di essere percepito come manifestazione di buona volontà o “teorico”:Moscovici dixit.

Il metodo comunitario s’impone e con esso un cammino deciso verso la democrazia per evitare il già visto di conflitti locali in Europa, governando le sfide interne, la domanda di Europa e la presenza politica dell’Europa anche nelle Organizzazioni Internazionali.

In questo “semplice” contesto, “I Mediterranei” South-East Dialogue, la Network dei professori JM, in continuità con i propri studi ed insegnamenti su “€uro e Democrazia”, ripropone costruttivamente un Memorandum di cittadinanza democratica che con l’elezioni europee del 2014 contribuisca a dotare l’Unione di una sua sovranità politica, coerentemente con l’evolversi delle logiche comunitarie, governando l’€uro attraverso gli strumenti propri della democrazia. Gli attori dello sviluppo, mondo imprenditoriale, accademico, giovani e cittadini europei nel 2013, anno della cittadinanza europea, avranno modo di conoscere la valenza costruttiva del processo d’integrazione e condividere gli aspetti positivi di una sovranità europea, in vista del 2014.

I nuovi e più avanzati equilibri istituzionali dovranno consentire all’Unione Europea l’esercizio di una propria sovranità politica, superando le logiche dei confini nazionali, in questo aiuta una ridefinizione degli attuali collegi elettorali per l’elezione dei parlamentari europei, che metta assieme le regioni già di confine, le cui tipicità ed interessi locali hanno molto in comune e, quindi, possono essere condivisi e realizzati in un contesto d’integrazione maggiore del territorio comunitario. Il tutto nella logica continuità delle politiche strutturali e delle azioni comunitarie.

Ricordiamo che sin dalla prima riforma dei Fondi strutturali, a sostegno dello sviluppo locale delle aree periferiche, la finalità era anche di rafforzare e fare dialogare più Stati membri con azioni comuni (richiamiamo Interreg ed Euroform).

In questa priorità di coniugare assieme sviluppo locale e globalizzazione, l’elezione 2014 del nuovo Parlamento dovrebbe prevedere anche l’elezione dei membri della Commissione, consolidando e rendendo democraticamente più funzionale il rapporto tra esecutivo e legislativo, quest’ultimo rappresentato dal Parlamento e dal Consiglio. Un approdo naturale al bicameralismo, che rappresenta gl’interessi locali e diretti dei popoli e quelli degli Stati

Un altro aspetto non secondario, il 6 Novembre si concluderanno le elezioni presidenziali negli States. Il dibattito sul futuro o sulle politiche degli USA, chiunque sarà eletto, certamente considererà o guarderà all’Europa in modo differente, non avendo più le scelte europee un impatto sull’esito delle elezioni, ormai concluse; Last but not least gli Stati Uniti dovranno rientrare dal disavanzo pubblico e dal debito, non penalizzando l’occupazione:Bernanke docet. Quindi, l’Unione è ulteriormente sollecitata a rafforzare il suo ruolo politico dando un suo apporto, affinché, anche, le Organizzazioni Internazionali, che decidono i destini di tutti i popoli, possano colmare il loro deficit democratico.  Guardando al Mediterraneo ed ai suoi popoli, l’Unione non percepisce l’importanza di una risposta comune a sostegno dell’integrazione e dello sviluppo locale del Sud del nostro mare, i giovani vengono respinti ed i bambini annegano nell’indifferenza e nell’assenza di una cultura democratica e veramente solidale, nel pieno rispetto dei diritti umani. Le acque del Mediterraneo non sono una diga contro gl’incendi di fine estate, l’alternarsi delle stagioni consiglia di seminare bene, avremo più frutti in primavera e meno armi: Democrazia docet. Il messaggio del Papa in Libano può aiutare a che Sarajevo non si ripeta, mentre il percorso storico della Chiesa cattolica può essere un esempio, affinché il dialogo si affermi in tutte le religioni.

Una risposta democratica europea efficace dipende anche dal sistema elettorale che se guarda alle tre Penisole dell’Europa Mediterranea, dovrebbe unificare i collegi divisi dal mare, così da consentire un dialogo europeo condiviso; Tenere conto del baricentro dell’Unione nel Mediterraneo aiuta a capire i tanti perchè del sostegno, preminente, di tutti i Presidenti degli USA allo Stato di Israele, ma anche a riscoprire che la perifericità degli Stati è una sovrastruttura mentale è può essere superata dalle comuni radici culturali dell’Europa, in questo aiuta Pirandello: Così è (se vi pare), non estraneo alla cultura tedesca, di una Germania lontana o periferica rispetto alla centralità della Sicilia Mediterranea. Inoltre, l’Unione portatrice di pace non tralasci la sua capacità di affermare, anche rispetto all’esperienza democratica degli USA, il concetto di Comunità ed il rifiuto di un uomo solo al comando: la democrazia non può escludere ed il voto non può dipendere dalla capacità di sostenere finanziariamente i candidati alla funzione politica: “Vuolsi cosi colà dove se puote ciò che si vuole e più non dimandare”, l’Unione Europea, visti gli effetti terreni dello scorso secolo, lo ha sempre rifiutato.

Siamo proprio certi che il giardino del vicino è sempre più verde? Cosi pure lavorare sette giorni su sette aiuta l’umanità ad essere più Comunitaria?

in questo il nostro dialogo Sud/Est, che non tralascia la Cina, pone qualche lecito dubbio: la CES ed il CESE possono aiutare a dare voce all’acquisito comunitario.  Cogliamo, quindi, in tempi certi, la volontà di partecipazione che le nuove tecnologie evidenziano attraverso la generazione del popolo del Web: 2014 la democrazia dell’€uro coinvolga i giovani, convinti anche che l’onda lunga del voto dalla Grecia all’Olanda ha confermato che i popoli dell’Europa sostengono l’integrazione europea e che l’Unione politica è un approdo ineludibile, se la sovranità appartiene al cittadino europeo:2014 una Comunità politica dell’Unione; Così è (se vi pare). 

Roma 16.9.2012

Mariano Abad

Jean Monnet Chair ad personam European Commission - Oviedo

Ettore Deodato

Senior Consultant In EUROPE 2020 - Brussels – Florence

 Filippo D’Andrea

Direttore ECIPA – Roma

Pasquale Lino Saccà

Jean Monnet Chair ad personam European Commission

President Scientific Committee “I Mediterranei” South/East dialogue Roma

Last Updated ( mercoledì, 08 maggio 2013 )
 
Incontri seminariali di aggiornamento su l’Unione Europea nell’età dell’€uro
Written by I Mediterranei   
martedì, 15 giugno 2010
         Bruxelles
24/25 Giugno 2010
Comité économique et social européen
Rue Belliard 99 B-1040 Bruxelles
Last Updated ( sabato, 07 dicembre 2013 )
Read more...
 
9 November 2009 - Europe celebrates 20 years since the fall of the Berlin Wall
Written by I Mediterranei   
martedì, 10 novembre 2009

Europe celebrates 20 years since the fall of the Berlin Wall

On 9 November, it will be 20 years since the East German authorities finally gave in and allowed their citizens to travel freely between communist East Berlin and West Berlin.

Last Updated ( martedì, 10 novembre 2009 )
Read more...
 
<< Start < Prev 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Next > End >>

Results 13 - 16 of 34
Login Form





Lost Password?
No account yet? Register
Syndication
Who is online
We have 1 guest and 1 member online