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2014: Il nuovo Parlamento Europeo ed il lungo semestre greco-italiano
Written by I Mediterranei   
domenica, 04 maggio 2014
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I Mediterranei

 

 

 

2014: Il nuovo Parlamento Europeo ed il “lungo” Semestre greco–italiano, come rendere visibile l’inscindibilità €uro e Democrazia ed utilizzare al meglio gli strumenti finanziari dell’Unione.

L’Ecofin (18.12.13, see you Conclusions) ed il susseguente E.C.(19-20.12.13, see you Conclusions) con il passo deciso di lungo periodo del rafforzamento dell’Unione Bancaria s’inserisce nella logica del cammino dell’integrazione, piccoli o grandi passi, sempre dipendenti dalle sfide esterne: Maastricht docet. Il percorso prevede l’avvio del S.R.M. (Single Resolution Mechanism) prima della fine della corrente legislatura del Parlamento Europeo (Maggio 2014); Questo accordo intergovernamentale include il trasferimento di contributi nazionali al Single Resolution Fund (a regime nel 2025) con progressiva mutualizzazione in 10 anni (periodo transitorio).  La logica delle date per definire un percorso condiviso con la certezza di un approdo sicuro fu lanciata dalla Commissione Delors:’92 il Mercato Unico Europeo e con Esso, periodo costruttivo, Maastricht e la cornice per disciplinare e rendere credibile l’Unione Monetaria. La sfida esterna, caduta del Muro e fine dei regimi comunisti in Europa, non trascurava la sfida interna di un equilibrio istituzionale europeo che garantisse la governabilità dell’Unione.

La nascita dell’€uro ed i parametri di Maastricht sono strettamente conseguenti alla cessione di sovranità, “sofferta”,   in ambito monetario; gli Stati non batteranno moneta e, quindi, saranno privi dell’uso della leva di cambio: non potranno svalutare per rendere competitive le loro imprese, ma se diligenti, in illo tempore, dovevano investire in ricerca per rendere innovativi e competitivi i loro prodotti; Così non è stato per tutti. La crisi ha evidenziato quali Paesi hanno innovato, riuscendo a dare alla ripresa la certezza della crescita: riforme in tempi certi hanno consentito una crescita della produttività con conseguenze positive sull’occupazione. Mentre, la poca attenzione prestata a sostituire la svalutazione della moneta con la ricerca ha reso più vulnerabili gli Stati periferici.

Ma l’Europa dei piccoli passi e dai percorsi più che decennali non può più reggersi sul binomio Francia- Germania, che dalla nascita delle Comunità Europee ha segnato i tempi ed i modi dell’integrazione, sia perché dai Sei iniziali siamo arrivati a Ventotto Stati, non dimenticando che se vogliamo mantenere la  pace non possiamo alzare barriere o muri all’integrazione di altri Paesi europei, sia perché anche la globalizzazione impone un ruolo politico democratico all’Unione. Però notiamo che l’Unione ha rafforzato “l’intergovernamentalità”, che dimostra i suoi limiti ed indebolisce la funzione d’iniziativa della Commissione, motore comunitario; Conseguentemente, le logiche degli egoismi nazionali hanno imposto più di un anno di pausa, in attesa dell’esito delle elezioni e della formazione del nuovo governo in Germania, questo metodo del rinvio non è salutare imporlo anche alle elezioni europee; E’ da evitare che esse, elezioni, appaiano non risolutive delle impellenti necessità territoriali, ma siano di stimolo a rafforzare le sensibilità dei cittadini europei, affinchè colgano lo stretto legame tra politica economica e governance europea, mentre la BCE manifesta i suoi limiti e richiama la politica alla  gestione della res publica, per non morire di spread.

 Il percorso che aveva portato al Trattato di Costituzione per l’Europa si è fermato a Lisbona ed il ruolo preponderante ed “incapace” di un solo Stato non coglie le “sofferenze sociali”, che scelte economiche egoisticamente nazionali o localmente improduttive hanno causato. Nuovi equilibri istituzionali s’impongono per dare certezze ai cittadini dell’Unione che è possibile partecipare e decidere anche a livello europeo. La politica economica ed i suoi strumenti monetari e fiscali devono rispondere a logiche comunitarie, per evitare forme di concorrenza distorte, perché sorrette da regimi fiscali in contrasto con lo sviluppo di sinergie  trasparenti di un Mercato Unico. Il dibattito sulle elezioni del PE non può tralasciare i contenuti e l’incisività delle politiche dell’Unione soffermandosi sui limiti degli attuali equilibri istituzionali. Così come bisogna fare tesoro delle precedenti gestioni degli strumenti finanziari dell’Unione per rispondere alle sfide dell’occupazione innovando e finalizzando le politiche comuni alla crescita delle aree periferiche.  Il “lungo” Semestre Mediterraneo ha tutte le potenzialità per dare visibilità e concretezza alla centralità delle radici mediterranee dell’Europa, sostenendo le tipicità del territorio. La Presidenza della Grecia testimonia che l’integrazione europea non esclude, ma offre delle opportunità, che bisogna cogliere nel migliore dei modi, senza consultare l’Olimpo; Non è più tempo di rivolgersi agli Dei, il greco non è più la Loro lingua, abitano altrove e richiedono anch’Essi “sacrifici”. In questo contesto, il Semestre italiano, senza ritardi, ma fin da ora può avviare una seria riflessione sullo stretto rapporto €uro e Democrazia, tenuto conto che dovrà razionalizzare bene i tempi di attuazione delle politiche programmate, visto che avremo un nuovo Parlamento, ma anche una nuova Commissione, quindi è più probabile che Settembre possa fornire una chiave di lettura dell’incisività della Presidenza, rispetto ai tempi di operatività delle rinnovate Istituzioni. Visti i limiti, il nodo da sciogliere è come rilanciare una governabilità democratica dell’Unione. Ma ricordiamo anche che il “lungo” Semestre greco-italiano è un’opportunità da cogliere anche per rispondere in continuità e positivamente a coloro che percepiscono l’Europa come matrigna, consapevoli che le statistiche lasciano alle sensibilità politiche la capacità d’interpretare il malessere individuale e giovanile che si nasconde dietro “semplici” dati. L’economia va governata, le Società di rating devono essere disciplinate, affinchè non desti più di un dubbio sui tempi ed i modi di esternazione; tra i tanti esempi l’ultimo fa riflettere, mentre l’Unione decide positivamente con l’accordo sull’unificazione bancaria, l’Unione Europea  perde la tripla AAA. Così pure fa riflettere, però positivamente, la crescita del PIL degli USA e su come sostenere l’occupazione, ponendo attenzione agli esclusi e nel contempo sostenendo le imprese che creano maggiormente ricchezza, innovando il ciclo ed il prodotto. L’anno di Presidenza dei due Paesi Mediterranei coincide con l’avvio dell’utilizzo dei “nuovi” strumenti finanziari dell’Unione: Horizon, Cosme, Coesione con Fondi strutturali, Programma di Cooperazione Territoriale (CTE / Interreg), Europa creativa ed altri; Dalla ricerca alle PMI, tutti gli attori dello sviluppo sono coinvolti con il sostegno, anche, alle Network, come la rete Erasmus, si deduce che gli stimoli e le opportunità sono diverse, sia sul territorio che partecipando a les appels d’offres di Bruxelles (see you ec.europa.eu). L’Europa 2020, sempre più digitale, è datata e con tanti percorsi, facciamo tesoro delle “distrazioni”, investiamo al meglio e prepariamo i giovani a stare in Europa cogliendo tutte le opportunità, in questo sia la Grecia che l’Italia possono rappresentare un momento di svolta nel creare moltiplicatori di sviluppo, crescita ed occupazione, dipende dai cittadini europei governare il proprio futuro, non sciupando le risorse disponibili. Ritorniamo, quindi alla compatibilità dell’€uro con la democrazia: più democrazia, migliore partecipazione e governance condivisa, ridisegnando ed unificando i collegi elettorali delle regioni già di confine ed eleggendo assieme ai Parlamentari anche i Commissari europei; Può essere una risposta ulteriore, €uro-Lettonia docet, a chi sostiene che “presto o tardi, la moneta esploderà, senza la coesione necessaria”  (see you: Le Monde Dimanche 22-Lundi 23 dècembre 2013).  Il 2014 può porre le basi per un cammino di pace irreversibile e costruttiva competitività, arricchendo il dibattito europeo sul ruolo politico dell’Unione, come comunità a sovranità democraticamente condivisa, in un contesto intercontinentale che riprenda il cammino di Barcellona per la pace mediterranea e rifletta su nuovi equilibri Istituzionali: Messina docet; Per decidere anche democraticamente nelle Organizzazioni internazionali, in un mondo intercontinentale visibilmente globalizzato e digitale: repetita iuvant.

Roma 7.1.2014

Pasquale Lino Saccà

Jean Monnet Chair ad personam European Commission

President Scientific Committee “I Mediterranei” South/East dialogue Roma

Last Updated ( martedì, 06 maggio 2014 )
 
Memorandum: The €uro and Democracy, So it is (if you think so).
Written by I Mediterranei   
venerdì, 13 dicembre 2013

2013 ‑ The European Union and Citizenship

2014 ‑ The European Union as a Political Community

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Last Updated ( venerdì, 05 dicembre 2014 )
 
Trenta giorni in Europa n. 31 del 5-12- 2013
Written by I Mediterranei   
venerdì, 06 dicembre 2013

Trenta giorni in Europa
La newsletter di approfondimento

numero 31 del 5 dicembre 2013

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http://ec.europa.eu/italia/newsletters/roma/30_giorni/30giorni_31_it.htm 

Il Sudest: l’Europa della pace in cammino, dalle due conferenze di Messina e Barcellona, per un mare di pace tra continenti*

di Mariano Abad** e Pasquale Lino Saccà***

Il sorriso dei giovani della sponda Sud del Mediterraneo non è più espressione del loro viso, mentre “i più fortunati” riescono ad attraversare il Mare amico con un’accoglienza più naturale con il sorriso di papa Francesco, altri giacciono senza vita, vittime di arme chimiche che “qualcuno generosamente” ha fornito al dittatore siriano.

Mentre l’Europa e per Essa l’Unione Europea non riesce a manifestare in modo univoco la sua cultura di pace, l’America si prepara “a castigare” il potere autoritario e omicida di Damasco.

Certo le contraddizioni non mancano i favorevoli all’intervento USA con la convinta Francia ritengono che è meglio non far cadere l’attuale dittatore non essendo certi della gestione del domani; mentre la Lega Araba non decide, il mondo Arabo appare diviso dovendo gestire equilibri interni a rischio terremoto sociale. C’è un aspetto che è sempre più evidente la democrazia non si esporta, ma con il dialogo può essere condivisa e le religioni hanno un ruolo costruttivo e pacifico se alla domanda di pane non si risponde con le bombe e con la repressione. Il Regno Unito ha deciso democraticamente con il voto della Camera dei Comuni la sua scelta di non intervento; La Francia dopo la Libia ed il Mali continua nella Sua convinzione che le armi sono portatrici di pace, a conferma che la distinzione tra destra e sinistra, rispetto ad interessi consolidati n’existe pas; In questo il sistema elettorale ed i conseguenti equilibri istituzionali sono determinanti nell’affermarsi di una cultura democratica.

Mentre le marinerie degli USA e Russia vengono “in vacanza” nel Mediterraneo, l’Unione Europea è ferma a Nizza, dove si decise che il metodo intergovernativo doveva essere preminente, rispetto al metodo comunitario; così pure non sfugge che l’Europa Mediterranea è ferma a Marsiglia dove ancora una volta la Francia ha fatto valere l suoi interessi mediterranei ad una integrazione politica condivisa della regione, non rivedendo costruttivamente le debolezze ed i limiti della Conferenza di Barcellona.

Quindi, non è errato, sempre sotto il segno della pace, rilanciare una nuova Messina ed una nuova Barcellona non dimenticando che il percorso di pace si consolida se l’Unione supera le proprie sfide interne con nuovi equilibri istituzionali ed il Mediterraneo ritorna a vivere come Mare nostrum, non attraversato dagli egoismi nazionali, ed anche il pane torni sulle mense del Continente Africano. Temi sempre più dibattuti e condivisi come è evidenziato anche dalle Jornadas Europa en la Escuela Universidad de Oviedo.

E’ evidente, come dopo la caduta del Muro di Berlino (1989), che bisogna rispondere alle sfide esterne con interventi di pace, coniugando assieme i diversi dialoghi di una Unione che nel guardare ad Est è chiamata dalla Storia a rendere vivibile il Mare nostrum, dove si affacciano tre Continenti ed il quarto non è considerato ospite. In questo aiuta il rifiuto della guerra, visti i risultati più recenti dal Vietnam all’Irak, dall’Afghanistan alla Libia, però con un richiamo alle regole democratiche che anche Obama, premio Nobel della pace, è “costretto”, ad evidenziare chiedendo al Congresso di esprimersi sull’attacco alla Siria. L’Unione, anch’Essa premio Nobel della pace, al G20 è stata coerente, sostenendo l’America di Obama al non uso delle armi, tutte letali, rilanciando Ginevra e rafforzando, così, la convinzione che la sovranità è del popolo ed un solo uomo al comando di una nazione non può decidere il destino anche di altri popoli.

C’è, quindi, una domanda di pace a cui l’Europa e l’America sono chiamate a rispondere condividendo che c’è un Giudice a l’Aja; così entrambe possono dare un apporto non secondario, a rendere più democratiche e funzionali le Organizzazioni internazionali.

L’Unione Europea, che rappresenta il cammino di pace dei suoi popoli, deve, in un contesto intercontinentale, rafforzare le sue Istituzioni ed il 2014 con le elezioni del Parlamento Europeo può rappresentare una decisa svolta, in continuità con la necessità di rafforzare la Commissione e rendere più diretto il rapporto tra sovranità popolare europea, elezione del Parlamento e della Commissione, in un nuovo equilibrio con il Consiglio, che rappresenta gli Stati membri.

In questo è da rilevare il valore aggiunto delle avvenute elezioni in Germania, che, nel difendere i propri interessi, guarda all’Unione come sovranità condivisa e le sue politiche sono anch’esse sotto il segno della pace: politica di non intervento e riconversione del nucleare. In continuità, sono da leggere le conclusioni del Consiglio Europeo del 24 e 25 Ottobre: l’Unione dei piccoli passi procede, ma con una politica più incisiva ed umana nel Mediterraneo e la convinzione che di austerità non si deve morire: Papa Francesco docet. Non dimentichiamo anche che nel secondo semestre del 2014 la Presidenza dell’Unione spetterà all’Italia, Paese fondatore, sostenitore di una Unione capace di esprimersi politicamente unita; per questo sempre più consapevole che alle sfide Mediterranee, l’ospitalità del popolo siciliano deve rappresentare una convinta risposta dell’Unione all’’integrazione della Regione Mediterranea: 2014 una nuova Messina ed una nuova Barcellona, in un dialogo South East, che rafforzi la democrazia, affinchè “scoppi” la pace e torni il sorriso nei giovani, attori convinti del loro futuro nel naturale susseguirsi delle stagioni e nella certezza di approdare in porti sicuri, in un Mercato Unico che aiuta, come riconosce anche la Confindustria del Regno Unito ed Erasmus Network docet.

In un contesto, che consenta il dialogo tra sviluppo locale e globalizzazione: l’Unione politica, a democrazia condivisa; però in tempi certi. L’€uro non può essere governato solo dalla B.C.E. certamente aiuta l’abbassamento dei tassi (recente 0,25), ma è “auspicabile” una politica economica con la sua politica fiscale, democraticamente governata.

* Le opinioni espresse dall'autore sono persionali e non rispecchiano necessariamente le posizioni della Commissione europea

** Jean Monnet Chair ad personam European Commission - Università di Oviedo

*** Jean Monnet Chair ad personam European Commission Presidente Comitato scientifico “I Mediterranei” Dialogo Sud/Est Roma

Last Updated ( sabato, 07 dicembre 2013 )
 
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